mercoledì 17 gennaio 2018 alle 21:00
Musica

La Rappresentante di Lista

Bu Bu Suite

Che non si dica che è impossibile
percorrere una strada
senza conoscere la meta.

La Rappresentante di Lista è dal 2011 il progetto musicale di Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina. Dal 2014 a oggi la band ha prodotto due dischi in studio e un disco live e si è presentata al pubblico in formazioni sempre diverse (in duo, accompagnata da una banda di ottoni, all’interno di collettivi musicali trasversali nei teatri occupati, come band sensu stricto in collaborazione con progetti di musica elettronica). Le canzoni della RDL sono un unicum nel quale convivono scrittura, teatro e forma canzone: i loro versi sono frammenti di romanzi, i loro concerti sono spettacoli teatrali, la metrica dei loro versi scalcia violentemente fra un accordo e un altro, la sostanza musicale dei loro brani è brutalmente istintiva, ma più che consapevolmente rigorosa, a tal punto da sfiorare proprio il rituale. L’energia che muove la ricerca della band prescinde dalla necessità di cristallizzare un genere. E nella descrizione che gli stessi autori fanno della loro musica, definendola queer, è già presente questa continua necessità di trasformazione. Senza Nome è una nuova tappa del percorso di ricerca della RDL e nasce dall’incontro con Francesco Leineri – giovane compositore palermitano che da anni vive a Roma e le cui opere sono andate in scena in Europa, Stati Uniti, India e Sud America. Come in una poesia dada tutti i versi e le note delle canzoni sono state fatte a pezzi e frullate. Il lavoro consta di una riscrittura totale della discografia della RDL per tre polistrumentisti, voci e un piccolo ensemble da camera.

Nel tragitto che dalla fine di un tour porta alla fase di scrittura di un nuovo disco è necessario perdersi. “Come i minareti a Marrakech, come le stelle per chi attraversa l’oceano, come l’odore del mare a Palermo, come il Monte Prana sopra Viareggio, le canzoni che abbiamo già scritto sono le uniche certezze che abbiamo per orientarci nel tragitto che ci porta verso il futuro, gli unici appigli da cui iniziare a perdersi”.


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